Attese di valore.

Mattina.
Bloccata in macchina in doppia fila,ammazzo il tempo ascoltando musica (ok,urge nuovo cd). Volume che inevitabilmente dovrò abbassare non appena vedrò mamma all’orizzonte (classica battuta: “le noccioline le hai già vendute tutte?”.  Ma con possibili varianti a effetto sorpresa). Mentre la cerco con lo sguardo,incontro quello di un signore che si era appena seduto fuori dal supermercato. Chiedeva l’elemosina. Oddio,chiedeva e’ un parolone. I passanti non li guardava nemmeno. Sembrava quasi vergognarsi. Aveva gli occhi blu mare e un’espressione del viso stanca,rassegnata. Barba bianca,lunga. -Mi ricorda tanto quella di mio nonno- La pelle sembrava attaccata alle braccia giusto per coprire le ossa.
Le porte del supermercato si aprono. Esce di corsa un ragazzino. Troppo di corsa. Tre secondi dopo era a terra. Occhi blu si alza nell’immediato,lo aiuta ad alzarsi. Il ragazzino lo guarda e sorride. Non ho la più pallida idea di cosa si siano detti. So solo che il ragazzino stava per andare via. Ma poi no..ci ripensa. Rientra nel supermercato,esce con un sacchetto in mano e si dirige verso occhi blu che apre quel sacchetto come se in mano avesse la cosa più preziosa del mondo. Al di là della pizza che l’ho visto addentare,penso che il gesto di quel ragazzino continuerò sempre a guardarlo con gli occhi di un’instancabile sognatrice. E credo anche occhi blu. (Eccola mia madre. E stavolta non posso nemmeno rimproverarla per l’attesa ).

occhi-blu

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