Scarabocchi e frullini.

scarabocchio00Lotto con questo pezzo da due giorni.

Avete presente quando hai una voglia matta di buttare fuori qualcosa, ma niente?!

Non riesci a farlo.

E allora sei lì, di fronte a quello schermo, mentre scrivi due righe e ne cancelli tre.

E ad un certo punto chiudi.

 Poi riapri e chiudi ancora.

E quella sensazione resta lì. Che ti chiede voce.

E tu vorresti dargliela. (Perché vorresti,non è vero?!)

Quindi prima smangiucchi qualcosa, poi apri un libro. Ti fermi mezz’ora sulle prime due righe e sfinita, in stile Casper, con una copertina antistupro, ti dirigi sul divano. Accendi la tv e trovi un film che per un’oretta e mezza assolve la sua funzione.

Poi il frullino riparte.

Ma ora la stanchezza si fa sentire. E usi il sonno per spegnerlo.

Pentola in ebollizione (La voce di mia madre che mi riporta sulla terra ieri sera a cena).

No, mamma. No. Frullino, meglio!

[..]

Questo fine settimana è stato una meraviglia.

Kaikan di Roma (Centro Culturale Buddista).

Riunione della redazione (di cui faccio parte) del Nuovo Rinascimento (rivista buddista che non so quanto ho consumato durante questi anni).

Non so dire con che bagaglio sono tornata a casa.

Gratitudine.

Penso che sia la parola che meglio fra tutte descrive quello che ho provato.

Per tutte le opportunità di crescita che ho l’opportunità di cogliere.

Sentivo parole che toccavano esattamente tutti i punti di cui avevo bisogno. Talmente tanto che ad un certo punto ho cominciato a respingerle. A non volerle sentire.

E poi le ricercavo.

No,non sono bipolare.

Non avete mai visto un film horror con un occhio aperto e uno chiuso? Sapete benissimo che se continuate a vederlo,prima di andare a letto controllarete sotto il divano e anche dentro l’armadio.

Ma rimanete lì.

Ecco. Precisamente così.

[…]

Il punto è che non penso di esserne venuta a capo(mmm sicuro?! No in effetti no!).

Sono partita sabato mattina prestissimo (partenza ovviamente al cardiopalma. Giustamente la sveglia sceglie di dormire nei momenti più opportuni. Ad esempio quando hai un pullman già pagato che non puoi perdere assolutamente).

Pensieri poco belli.

Che poi. Perché poco belli?!

Semplicemente i classici pensieri che pensi non siano da te. O che non vorresti avere.

(Nulla di nuovo sul fronte quindi😂).

Però erano lì e si divertivano a mettere alla prova la leggerezza acquisita in questi anni. Io mi godo la sfida senza fare nulla per dare una mano all’una o all’altra parte. E alla fine vince lei.

La leggerezza.

Che poi,chi l’ha detto che tutti i nostri pensieri debbano necessariamente essere bellissimi? Se pure ci fosse una parte di noi,oscura,che ha le sembianze di un mostriciattolo,sarebbe un problema?

Forse allora la leggerezza viene semplicemente dalla voglia di dare legittimità a se stessi. Ad ogni singola parte di sé.

Soprattutto a quelle che fanno paura. C’è più crescita in questo tipo di accoglienza che in tutte le montagne scalate.

Perché la prima vera montagna da affrontare è quella che tiene in scacco la nostra sorgente. Quella che tanto vorremmo toccare con mano.

E allora quel frullino lo lascio parlare. Perché è abituato ad averla vinta. È abituato ad averla vinta perché sa che normalmente lo spegnerei.

E invece no.

Ci butto dentro un po’di frutta e mi godo la mia centrifuga buttando giù queste righe.

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5 thoughts on “Scarabocchi e frullini.

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