La consistenza dell’invisibile.

Creare il tempo.

Uno dei concetti buddisti che mi affascina da sempre.

I perchè sono tantissimi.

Forse quello che ogni volta ricordo come se lo stessi ascoltando per la prima, è che sapere di essere in grado di creare il proprio tempo, significa avere ben chiara la differenza tra decidere e desiderare.

Sembra una stupidaggine.

Una sfumatura.

Eppure proprio quella sfumatura cambia tutto.

Creare il tempo significa decidere.

E’ nell’istante in cui io decido profondamente qualcosa, con tutta me stessa, che inizio a muovermi davvero in quella direzione.

Il desiderio è qualcosa di molto più “leggero”.

Posso desiderare tante cose, ma nessuna di queste può avere davvero la forza di imporsi su tutte le nostre infinite possibilità di desiderare.

Già. Decisamente una sfumatura.

Quando ci penso, la sola immagine che si staglia nella mia mente è quella di qualcosa che ti esplode dentro.

Quando prendiamo una decisione ce ne rendiamo conto.

Perchè è un’impronta.

 Fa scendere il sipario su tutte quelle che avremmo potuto produrre.

E più passano i giorni, più ci rendiamo conto che non avrebbe mai potuto essere diversa.

Tutte le volte in cui ho provato una sensazione del genere, senza nemmeno essermene accorta, mi sono ritrovata ad attraversare dei bivi fondamentali nel mio percorso.

E non sarebbe bastato il solo desiderio.

Non basta il solo pensiero.

La decisione è ferma.

La decisione profuma di promessa.

Accende.

Cambia la determinazione.

La decisione cambia la vita.

Ed è una questione di istanti.

Eppure è proprio il tempo quello con cui inevitabilmente finiamo per fare i conti.

Prima c’è il giusto tempo che fa maturare quella decisione.

Ed è il tempo di cui spesso non ci rendiamo conto.

Perchè le decisioni più importanti, quelle più radicali, finiscono per seguire il flusso profondo della nostra vita.

Te le ritrovi di fronte senza nemmeno aver immaginato di essere chiamata a prenderle.

Il tempo che sempre pesare di più è quello che passa tra la decisione e la realizzazione di ciò che si è deciso.

La prima cosa da affrontare, e ogni volta ce ne stupiamo, è la paura di non riuscire a raggiungere il traguardo.

La decisione non è mai presa una volta per tutte.

Sarebbe troppo facile.

Va coltivata quotidianamente.

Continuamente.

Anche quando, difficile a farsi, quel bocciolo facciamo proprio fatica a vederlo.

O ancora peggio, l’avevamo visto e poi abbiamo dovuto ricominciare daccapo.

Ecco.

Decidere per me significa essere pronti a credere in ciò che è spesso invisibile.

In ciò che in un primo momento sentiamo solo nel nostro cuore.

Significa dargli fiducia.

Quella fiducia che plasma il tuo invisibile e gli regala vita agli occhi di tutti.

Perchè l’ingrediente segreto è proprio quella legna da ardere che siamo pronti a fornire sempre.

A prescindere da come il fuoco risponda.

E ora sono esattamente lì.

Affianco a quel camino.

Credendo profondamente in quel calore che comincio a sentire sempre di più.invisibile

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5 thoughts on “La consistenza dell’invisibile.

  1. Tempo. Quello che so è che, in ogni caso, lui scorre. E che ha più velocità: a volte sembra muoversi al rallentatore e costringerti a fremere di impazienza, altre è così veloce e ti meravigli di come sia già passato.
    E se decidere lo crea, desiderare lo consuma.

    Mi piace

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