D’un tratto. Spazio.

Ho cominciato a dimenticare.

In maniera naturale, senza nessuna forzatura.

No, non l’oblio.

Nessuno dimentica davvero.

Solo la meravigliosa sensazione di avere spazio.

Dopo tanto tempo.

Spazio.

Non pensavo che sarebbe successo.

A volte vorresti essere in grado di liberarti di tutto quello che riveste le tue pareti.

Strapperesti i poster, i fotogrammi mentali che ti scorrono di fronte come se li stessi vivendo anche in quel momento.

Ma quelle immagini hanno ancora energia.

Energia da consumare.

Energia da lasciarti.

E allora decido di assorbirle fino in fondo. Smetto di graffiare il muro.

E d’improvviso, quando stavo per dimenticarmi di volerlo…spazio.

E’ un pò come fare un trasloco. Un trasloco dell’anima.

Mi siedo nella mia stanza vuota, respirando le possibilità che sento di poter accogliere.

E di poterlo fare davvero adesso. Senza dover accavallare nulla.

Senza sentire di dover aprire la finestra per poter prendere aria.

E la cosa bella dello spazio, è che impari a dargli un valore.

Percepisci che l’essenziale non aggiunge, ma toglie.

Toglie per renderti libera.

Toglie per evitarti il traffico.

Toglie per permetterti di riempire la valigia di tutto quello che i tuoi occhi avranno la forza di assorbire.

E’ come scoprire nuove stanze.

Qualche vecchio comodino potrà anche rimanere.

Perchè ciò che segna non vuole davvero essere dimenticato del tutto.

E forse non lo vuoi nemmeno tu.

Ma adesso sei tu che scegli.

E scegli di non strappare.

Ti fai attraversare.

E d’un tratto ti rendi conto che quel comodino aveva proprio quella funzione.

Rovesciare la sensazione di essere dominata, di non avere potere.

E allora lo lasci lì.

E’ il tuo modo per ringraziarlo di averti donato quegli spazi.

E quel potere su te stessa.

Proprio quello che pensavi di non riuscire a recuperare.

 Quello spazio profuma di te.

Solo di te.

E più lo annusi, più ti respiri.

L’essenziale.

Eccolo.

E d’un tratto…spazio.

valigia-vuota

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6 thoughts on “D’un tratto. Spazio.

  1. Vero. A volte credi he opporre resistenza ti permetta di allontanare ciò che non vorresti più. E invece è proprio quando ti arrendi alla sua presenza che si allontana. Arrendersi è vincere. A volte.

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