Scricciolo.

A volte incontri dei piccoli concentrati di energia. Energia che non fa nulla per nascondersi. (E per fortuna).
A me e’ successo proprio oggi pomeriggio.
Ero seduta di fronte ad un caffe’ ( si fa per dire…in effetti era un orzo. Tristissimo, come me l’ha definito qualcuno).
Sapevo che sarebbe spuntata dietro l’angolo da un momento all’altro.
L’avevo sentita solo telefonicamente. Conoscevo la sua storia e volevo scriverla, perche’ c’era qualcosa di tremendamente bello in tutto quello che avevo percepito.
Quando l’ho vista arrivare non ho avuto bisogno di nessun segno di riconoscimento per capire che fosse lei.
Ci siamo salutate, si e’ seduta e ha cominciato a parlarmi come se ci conoscessimo da una vita. Davvero una bella sensazione.
Niente barriere. Niente forzature. Solo un uragano di parole. (Tra me e lei in effetti non so ancora dire chi fosse peggio).
Un passato difficile e quella sfrontatezza che e’ palesemente solo voglia di riscatto. Solo voglia di credere nella possibilita’ di farcela. E farcela davvero.
Non deve convincermi di questo. C’e’ gia’ riuscita senza nemmeno fare il minimo sforzo.
Una di quelle ragazzine che si fanno voler bene fin dal primo momento. Di quelle pestifere che ti prendi a cuore perche’ ne riconosci le enormi potenzialita’.
Mi parla della comunita’ in cui e’ stata, dei bellissimi legami che e’ riuscita a creare e della sua voglia di poter sfruttare la sua esperienza per poter aiutare chi, come lei, ha intrapreso un percorso incidentato, senza con questo macchiare la propria anima.
In effetti in lei non si vedono affatto i segni del suo passato. Sembra non averlo mai vissuto davvero. Glielo percepisci addosso per il solo modo di parlare e di affrontare temi che sarebbero stati normalmente al di fuori della portata di una ragazzina di quell’eta’.
E’ proprio vero che ogni singolo passo del proprio personale percorso non e’ mai vano. Nulla e’ tracciato a caso, anche quando il senso di quelle pennellate proprio non lo capisci e ti sembrano solo il frutto di un destino insensato.
La cosa che piu’ mi ha colpito di questa giovane donna e’ proprio la sua enorme forza e quel sorriso che sa di leggerezza.
Mentre ci siamo salutate, l’ho abbracciata forte, augurandomi di vederla risplendere di quella luce ai miei occhi gia’ palese.
Perche’ quando il sole picchia forte non c’e’ scampo per nessun tipo di ombra. E lei davvero sembra non conoscerla affatto.
Ciao piccolo grande sole. #labellezzadegliincontri ❤❤❤

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Ciao Fata.

Ciao S!

Stanotte ti ho sognata.

Strano.

Io non ricordo mai i sogni.

Ma la sensazione bellissima di averti tirata fuori dall’angolino del mio cuore mi ha dato il buongiorno.

Mi dispiace solo non essere riuscita a ricordare i tratti del tuo viso, ma eri tu.

Ne sono certa.

Eri tu con la tua treccia lunghissima.

Ma stavolta sorridevi. Eri serena.

Non ho più provato a cercarti. So che sei andata via. Ed è giusto così.

Quelle nottate in ospedale io non le dimenticherò mai.

Ricordo che quando mi hanno ricoverata, tu eri già lì.

Non riuscivi a prendere aria. Eri attaccata al respiratore. Penso di non aver mai visto nessuna persona cercare aria come te.

Sembrava non ti bastasse.

E non avevi accanto nessuno.

Ricordo l’infermiera di turno chiedere a mia madre se entrambe fossimo figlie sue.

Perchè tu cercavi aria e accanto a te non c’era nessuno.

Io ero piccola.

Ma sapevo che quella situazione non era normale.

Il giorno lo passavamo a chiacchierare e quando la sera si avvicinava tu tornavi preda delle tue crisi.

Il buio e le tue crisi.

In ospedale ti conoscevano tutti. I tuoi ingressi sembravano essere all’ordine del giorno.

Poi un giorno. Tuo padre.

E quella sensazione che tutti avresti voluto lì tranne che lui.

Lui arrivava e io mi sentivo a disagio.

Sentivo il bisogno di uscire.

Non mi piaceva.

Non mi piaceva il modo in cui ti trattava.

Non mi piaceva il modo in cui tu cercavi di rimettere in ordine qualcosa che entrava puntualmente in subbuglio.

Ti sentivo in disordine. Sentivo il tuo caos.

Sentivo il tuo caos e non capivo.

Non mi piaceva sentirlo sminuire i tuoi studi. La tua voglia di fare carriera.

Non mi piacevano i suoi tentativi di dipingerti l’idea di una vita che fosse al di sotto delle tue aspettative.

Non mi piaceva sentirlo sminuire le tue crisi respiratorie.

Perchè io ero lì.

E ricordo tutto. Ricordo la tua fatica. Le tue sudate.

E tutto questo non poteva essere il capriccio di una ragazzina che cerca soltanto attenzioni.

Mi chiedevo come si facesse anche solo a pensarlo.

Quando io sono uscita dall’ospedale, rimasi in contatto con l’assistente sociale che ogni tanto faceva capolino nella stanza.

Era una donna particolare.

Voleva la ricetta del dolce che mia madre ti portò nel giorno del tuo compleanno.

E poi un giorno l’ho saputo.

Ho saputo delle violenze che hai subito.

Ho saputo della vita che ogni giorno ti veniva negata.

Ho saputo del silenzio di tutto questo schifo.

Avrei voluto solo saperlo prima. Avrei voluto abbracciarti forte.

Avrei voluto dirti che quell’aria che tanto cercavi, era già dentro di te.

Che non dovevi cercarla.

Che sei tanto forte.

Ricordo mia madre che ti aiutava a sistemare quella treccia bellissima mentre tu ci raccontavi della tua sorellina.

Stamattina ho riascoltato la canzone che continua a farmi pensare a te.

Mery. Gemelli Diversi.

Mi piace tanto la parte in cui dice:

“hey guarda c’è Mary è tornata in stazione sai stringe la mano a due
persone il suo bel viso ha cambiato espressione senza più gocce di
dolore ora la bacia il sole, bacia il suo uomo e la bimba nata dal suo
vero amore con quel suo sorriso che dà senso a tutto il resto protetto
da un mondo sporco che ha scoperto troppo presto. Ha un’anima ferita,
un’innocenza rubata, sa che è la vita non una fiaba ma ora Mary è
tornata una fata”

Si. Perchè sono sicura che sei diventata una donna forte. E che ora sei felice.

Sono sicura che adesso insegni agli altri come prendere quell’aria che a te è mancata per tanto, troppo tempo.

Se provo a visualizzarti nella mia mente l’immagine è sempre la stessa.

Tu che corri su un prato fiorito a piedi scalzi.

Senza più nessuna paura di toccare la vita.

Ciao Fata.

ciao-s