Eccomi.

Quando sto bene, me ne accorgo.

Ultimamente soprattutto.

Si, serve dirlo.

Perché è facile lasciar andare via quel momento senza averlo ringraziato.

Quindi io ho deciso di accorgermene.

L’ho deciso.

Ma poi è quel momento che si impone senza che ci sia bisogno di trattenerlo.

Si, perché quando sto bene, ho la sensazione di non dover trattenere le parole.

Di non dover trattenere le emozioni.

Di poter liberare quella parte di me che normalmente si vergogna di mostrarsi.

Proprio quella parte che è abituata a dialogare solo con me stessa.

Con le mie domande e le mie risposte.

Ecco.

Quando sto bene sono in grado di mostrare il mio dialogo interiore.

Di svelare le parole che pronuncio con difficoltà.

Le battaglie che spesso non ammetto nemmeno a me stessa.

Il rossore sulle guance.

Il mio rossore parla.

Dice: “Eccomi. Non ho paura. Sono io”

Mi piace arrossire proprio per questo.

Perché è qualcosa che non puoi controllare.

Ed è proprio quando non controlli più te stessa né le tue emozioni che sei in grado di metterti in gioco.

Che accetti te stessa senza pensare a quale sia la reazione più giusta.

La scelta più giusta.

Perché non ci sarà mai una reazione giusta.

C’è solo quella che aderisce perfettamente alla tua vita.

Ai panni che stai indossando e a quelli che ti restano addosso anche una volta tolti.

E’ qualcosa che coccola i lembi della tua pelle e solletica i tuoi sogni.

Che si diverte a combaciare perfettamente con le impronte che hai lasciato e con tutte quelle che lascerai.

E allora mi sono ripromessa di arrossire più spesso.

E di accorgermene.

E’ il mio dialogo interiore che si mostra.

E bisogna sempre accorgersi dell’inizio di un dialogo.

Accorgersi di stare bene.

Eccomi.

arrossire